Investimenti verdi: UNDP e Italia a sostegno dei progetti climatici in Senegal
March 10, 2026
Il Senegal conferma la sua posizione di paese centrale per la finanza climatica e la cooperazione economica in Africa. Negli ultimi anni, Dakar ha rafforzato il proprio quadro politico sul clima con l'obiettivo di trasformare gli impegni ambientali in opportunità concrete di sviluppo e investimento per il settore privato. Questo percorso si inserisce nel quadro dei Contributi Determinate a Livello Nazionale (NDC), i piani d'azione stabiliti nell'ambito dell'Accordo di Parigi attraverso i quali ciascun paese definisce come intende ridurre le emissioni di gas serra e rafforzare la propria capacità di adattamento al cambiamento climatico. Nel suo NDC, il Senegal si è impegnato a ridurre le emissioni di gas serra del 7% in modo incondizionato e fino al 29% con il sostegno internazionale entro il 2030. Le misure di mitigazione si concentrano in particolare su energia, agricoltura e uso del suolo, gestione dei rifiuti e processi industriali. Sul fronte dell'adattamento, le priorità identificate includono l'erosione costiera, l'agricoltura e la sicurezza alimentare, le risorse idriche, la pesca e la salute.
Complessivamente, il costo stimato per l'attuazione dell'NDC del Senegal nel periodo 2020-2030 ammonta a circa 13 miliardi di dollari. Tradurre questi obiettivi in risultati concreti richiede molto più di strategie e documenti di pianificazione: necessita di investimenti mirati in infrastrutture, tecnologie e modelli di business sostenibili, capaci di attrarre sia capitali pubblici che privati. È proprio in questa fase di transizione, dal piano climatico al progetto bancabile, che si posiziona il lavoro del Centro UNDP di Roma per l'Azione Climatica e la Transizione Energetica. Con il supporto del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica italiano, il Centro ha istituito la PISTA (Platform for Investment Support and Technical Assistance), concepita per aiutare i paesi partner a passare dai piani climatici a progetti finanziabili.
L'UNDP in Senegal
In Senegal, PISTA opera lungo tre direttrici principali, tutte direttamente collegate alle priorità climatiche ed economiche del Paese: le grandi infrastrutture di filiera, le piccole e medie imprese (PMI) rilevanti per il clima e un bacino di futuri investimenti climatici. Una delle iniziative più avanzate riguarda lo sviluppo di un'infrastruttura strategica per la catena del freddo nel settore agroalimentare, promossa dalla Ifria Cold Chain Development Company. Il progetto prevede la costruzione di un polo logistico ex novo (greenfield) con una capacità di 10.000 posizioni pallet, situato nella zona industriale di Diamniadio, a circa 35 chilometri da Dakar, un'area chiave per i flussi di produzione ed esportazione del paese. Con un fabbisogno finanziario stimato tra i 19 e i 20 milioni di dollari, il progetto è stato avviato nel 2025. In questo contesto, PISTA fornisce l'assistenza tecnica necessaria per elevare gli standard del progetto ai livelli richiesti dai mercati internazionali, facilitando il dialogo con istituzioni come il Fondo Italiano per il Clima gestito da Cassa Depositi e Prestiti. L'iniziativa è coerente sia con le priorità dell'NDC del Senegal (in particolare per quanto riguarda il rafforzamento delle filiere agricole e la riduzione degli sprechi), sia con il Piano Mattei, il programma strategico attraverso il quale l'Italia mira a rafforzare le relazioni economiche e la cooperazione con il continente africano.
Fondamenta digitali per l'azione climatica e canali di investimento
Il Senegal è anche uno dei paesi prioritari dell'iniziativa Italy–Africa Digital Flagship. In questo contesto, l'UNDP ha sostenuto il processo di progettazione e il coinvolgimento degli stakeholder, in coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri italiano, l'Ambasciata d'Italia a Dakar, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e i partner italiani. Particolare attenzione è stata dedicata allo sviluppo di note concettuali bancabili, allineate con le priorità nazionali definite nella Vision 2050 del Senegal. Nel settore agricolo, ad esempio, è stata elaborata una proposta sull'agricoltura intelligente (smart agriculture) e l'innovazione digitale insieme al Ministero dell'Agricoltura senegalese, incentrata su servizi digitali per gli agricoltori, soluzioni tecnologiche e un migliore coordinamento con i programmi agricoli esistenti e le iniziative di filiera. Parallelamente, sono state sviluppate note concettuali con istituzioni pubbliche chiave, come l'autorità fiscale nazionale e la società elettrica nazionale, evidenziando il ruolo delle infrastrutture pubbliche digitali e della modernizzazione dei servizi come motori trasversali per l'efficienza economica, l'inclusione e il rafforzamento istituzionale.
Il ruolo delle PMI
Nel contesto senegalese, una quota significativa dell'innovazione e dei servizi legati al clima nell'economia passa attraverso le piccole e medie imprese attive in settori quali l'energia solare, la trasformazione agricola, la gestione delle risorse idriche e le soluzioni digitali per l'agricoltura. Queste aziende si trovano spesso in una fascia intermedia scoperta (il cosiddetto “missing middle”): troppo grandi per accedere a piccoli sussidi a fondo perduto, ma troppo piccole, o percepite come troppo rischiose, per il credito bancario tradizionale, nonostante il loro ruolo centrale nel raggiungimento degli obiettivi dell'NDC e dei traguardi di sviluppo nazionale.
Per rispondere a questa sfida, il Centro di Roma e l'Africa Sustainable Finance Hub dell'UNDP hanno lanciato un nuovo ciclo di candidature dedicato alle PMI nell'ambito dell'iniziativa PISTA, intitolato “SDG Pipeline Builder x PISTA – Scaling African SMEs in Climate Resilience”. L'iniziativa mira a sostenere un gruppo selezionato di imprese locali nel rafforzamento della governance e della pianificazione aziendale, consentendo loro di diventare partner affidabili per future collaborazioni economiche e commerciali con attori italiani ed europei. Questo focus sulle PMI si allinea con gli obiettivi del Piano Mattei, che mira a sviluppare strumenti capaci di sostenere gli investimenti del settore privato (compresi gli investimenti stranieri oltre a quelli italiani) nelle economie africane, mobilitando al contempo capitale di rischio e garanzie legate al clima. Rafforzando il bacino di PMI investibili in Senegal, PISTA contribuisce a creare potenziali partner, fornitori e investitori per la futura cooperazione economica tra Italia e Africa.
Il bando globale
Per ampliare ulteriormente il portafoglio di investimenti, PISTA ha lanciato il suo secondo bando globale il 15 gennaio 2026. Il bando offre voucher di assistenza tecnica fino a 450.000 dollari per progetto, a copertura di attività essenziali come studi di fattibilità, valutazioni di impatto ambientale e strutturazione finanziaria. Il Senegal è tra gli otto paesi africani ammissibili a questa iniziativa, che sostiene progetti già in fase avanzata di sviluppo in settori quali l'energia pulita, la manifattura verde (green manufacturing) e l'economia blu (blue economy).
Per il Senegal, il bando rappresenta un canale strutturato per la preparazione di nuovi progetti in grado di contribuire agli obiettivi di mitigazione o adattamento, contribuendo al contempo a colmare il divario di finanziamento dell'NDC. Anziché cercare un sostegno ad hoc, gli enti pubblici, i partenariati pubblico-privati e gli sviluppatori privati possono collaborare con l'ufficio nazionale dell'UNDP per presentare proposte che soddisfino chiari criteri di ammissibilità e valutazione, superando così la logica degli interventi frammentati o delle iniziative legate a circostanze isolate.
Questo articolo è stato originariamente pubblicato nella rivista Africa e Affari.