Invertire la rotta della finanza climatica in Africa
May 26, 2026
L'Africa contribuisce appena a una minima percentuale delle emissioni globali di gas serra, eppure ospita la maggior parte dei paesi più minacciati dal cambiamento climatico, trovandosi a far fronte a livelli crescenti di siccità, inondazioni, insicurezza alimentare ed erosione costiera. Sebbene la finanza climatica globale abbia raggiunto circa 1,9 mila miliardi di dollari nel 2023, solo il 4% circa è confluito in Africa, e i finanziamenti per l'adattamento destinati ai paesi in via di sviluppo registrano ancora un divario annuale stimato tra i 187 e i 359 miliardi di dollari rispetto al fabbisogno reale. All'atto pratico, il problema non risiede unicamente nell'entità del capitale esistente, bensì nella scarsa misura in cui esso raggiunge progetti bancabili all'interno delle comunità che ne hanno più bisogno.
PISTA – la Platform for Investment Support and Technical Assistance (Piattaforma di supporto agli investimenti e assistenza tecnica), ospitata dal Centro UNDP di Roma e sostenuta dall'Italia – è stata creata proprio per colmare questo divario di idoneità agli investimenti (investment readiness gap). Fornendo assistenza tecnica mirata e supporto alla strutturazione finanziaria, PISTA aiuta i governi e i partner a trasformare le priorità climatiche nazionali in opportunità credibili e investibili, capaci di sbloccare finanziamenti pubblici e privati su vasta scala. Forte del successo del primo ciclo di sostegno a 16 progetti, il bando di concorso (Call for Applications) di PISTA per il 2026 sta ora sostenendo una nuova ondata di ambiziosi progetti africani attraverso un'assistenza tecnica volta a rafforzarne la bancabilità.
Dal bando di quest'anno sono stati selezionati sei progetti che, nel loro insieme, offrono una dimostrazione tangibile di come possa configurarsi la finanza climatica quando è radicata nelle priorità nazionali e orientata all'impatto:
In Angola, un importante ampliamento della rete elettrica lungo il corridoio di Lobito estenderà l'accesso a un'energia elettrica affidabile a circa 55.000 nuovi nuclei familiari a Benguela e Bié. L'iniziativa combina il rafforzamento della rete con un nuovo impianto solare da 5 MW a Chongoroi per sostituire i costosi generatori diesel e sostenere una crescita economica inclusiva nelle comunità dell'entroterra. Si stima che il progetto consentirà di evitare ogni anno oltre 39.000 tonnellate di anidride carbonica equivalente (pari alle emissioni annuali di 8.500 autovetture), migliorando al contempo la resilienza di servizi essenziali quali la sanità, l'istruzione e l'approvvigionamento idrico.
In Costa d'Avorio, il progetto “Ecor Divo” svilupperà una centrale a biomassa da cacao da 76 MW a Divo, trasformando i residui agricoli di una delle principali filiere del paese in energia elettrica affidabile e a basse emissioni di carbonio. Radicando la nuova produzione di energia pulita in una zona di produzione rurale, il progetto ridurrà le emissioni e creerà un mercato stabile per i sottoprodotti dei piccoli coltivatori, rafforzando i redditi rurali e riducendo gli sprechi.
In Uganda, un impianto di fertilizzanti basato sull'idrogeno verde a Karuma utilizzerà energia rinnovabile per produrre ammoniaca e nitrato di ammonio e calcio per gli agricoltori locali, sostituendo i fertilizzanti importati a base di combustibili fossili, che sono al contempo costosi e ad alta intensità di carbonio. Il progetto è concepito per ridurre le emissioni di circa 217.000 tonnellate all'anno, migliorando l'accessibilità economica e la disponibilità dei fertilizzanti; circa 15.000 agricoltori riceveranno un sostegno diretto per adottare pratiche agricole climate-smart, mentre circa 5 milioni di persone beneficeranno indirettamente di raccolti più abbondanti, di una migliore nutrizione e di ecosistemi più sani.
In Senegal, un programma di mobilità urbana a basse emissioni di carbonio destinerà risorse all'incremento dei taxi elettrici a Dakar, attraverso un modello di finanza mista (blended finance) e di condivisione del rischio che rende il credito a lungo termine accessibile ai conducenti e ai piccoli operatori. L'iniziativa mira a sostituire 4.000 vecchi taxi diesel con veicoli elettrici, supportati da circa 200 stazioni di ricarica rapida dislocate in 40 hub, riducendo le emissioni stimatedi 36.000 tonnellate all'anno e migliorando la qualità dell'aria, i redditi dei conducenti e la resilienza dei servizi di mobilità urbana per milioni di residenti.
In Senegal, Uganda e Tanzania, un'iniziativa regionale in collaborazione con le banche pubbliche di sviluppo — La Banque Agricole, Uganda Development Bank e Tanzania Agricultural Development Bank — ridurrà il rischio e incrementerà i prestiti resilienti al clima a favore degli agricoltori, integrando l'analisi del rischio climatico e le coperture assicurative nelle operazioni creditizie principali. Nell'arco di cinque anni, si prevede che il programma sosterrà direttamente circa 38.000 clienti agricoli, porterà benefici indiretti a oltre 130.000 persone e migliorerà la gestione di quasi 470.000 ettari di terreni e risorse idriche, evitando al contempo più di 105.000 tonnellate di anidride carbonica equivalente all'anno.
A Zanzibar, un'iniziativa di investimento per la pesca sostenibile sosterrà lo sviluppo di porti, siti di sbarco e infrastrutture per la catena del freddo resilienti al clima. Migliorando le modalità di sbarco, stoccaggio e trasporto del pesce, l'iniziativa mira a ridurre le perdite post-raccolta, aiutando al contempo il settore a orientarsi verso attività di economia blu a maggior valore aggiunto e a minori emissioni di carbonio. Integrando una solida gestione dei rischi ambientali, sociali e climatici nella progettazione delle nuove strutture portuali e di stoccaggio, il progetto punta ad attrarre capitali a lungo termine, salvaguardando gli ecosistemi costieri e rafforzando i mezzi di sussistenza nelle filiere della pesca e delle alghe.
Insieme, questi sei progetti dimostrano ciò che è già a portata di mano quando le priorità climatiche dell'Africa incontrano l'assistenza tecnica e i partenariati adeguati: sistemi energetici più puliti, infrastrutture resilienti, agricoltura climate-smart, posti di lavoro legati all'economia blu e città più sane. Ciascun intervento è concepito per utilizzare i finanziamenti a fondo perduto in modo catalitico, così da attrarre investimenti pubblici e privati su scala decisamente maggiore.
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